I consigli

Domande e risposte

D. – Quali sono i primi segnali a cui un genitore deve prestare attenzione nei confronti di un neonato che possono indicare un problema di udito?

R. – I genitori possono notare fin dalla prima settimana di vita che, se il neonato non reagisce alle loro voci oppure ad altri suoni, ciò potrebbe essere a causa di un problema uditivo.

D. – Cosa viene consigliato ai genitori come primo passo da compiere?

R. – Quello di intervenire tempestivamente, rivolgendosi a uno specialista, e di effettuare un test di screening per le ipoacusie.

D. – Cosa mi può offrire una diagnosi precoce?

R. – Essa può effettuare una correzione ottimale, però, di solito, può essere ritardata perché i sintomi vengono ignorati o non sono stati in grado di essere riconosciuti.

D. – I deficit gravi a che età possono essere diagnosticati per il mio bambino?

R. – I deficit, quelli gravi, possono essere diagnosticati entro i 2 anni di età, mentre quelli lievi e unilaterali non sono tipicamente riconosciuti fino all’età scolare.

D. – Che cos’è “il riflesso di Moro”?

R. – Esso fu scoperto e descritto per la prima volta dal pediatra austriaco Ernst Moro. Esso si manifesta con una reazione di soprassalto accompagnata da un’improvvisa apertura delle braccia causata o da un rumore improvviso o quando si appoggia il neonato supino in modo brusco o rapido.

D. – Come posso comprendere se il mio bambino ha un udito sano?

R. – Per capire se il neonato ha un udito sano si può iniziare con qualche stimolo, ad esempio battendo le mani o facendo rumore per attirare la sua attenzione. Se il bambino si volterà verso il rumore, non c’è nulla di cui preoccuparsi, invece, in caso contrario, è meglio rivolgersi al pediatra per diagnosticare il problema e risolverlo tempestivamente.

D. – In cosa consiste il Boel test e quando posso utilizzarlo per il mio bambino?

R. – Il Boel test è un semplice esame e viene utilizzato dai 7 ai 9 mesi. Viene svolto in questo modo: il medico farà suonare un campanellino e valuterà se il bambino reagisce nel modo atteso. Quindi il bambino viene posto in braccio alla madre e il pediatra si siede di fronte con calma e affettuosamente per non spaventare il bambino. Attrae la sua attenzione con un bastoncino rosso e quando il bambino è concentrato sull’oggetto, provoca un rumore improvviso al quale il bambino dovrebbe rispondere girandosi verso il rumore. Il test dura una decina di minuti, quindi il pediatra è in grado di avere informazioni sull’udito e sulle capacità motorie del bambino rapidamente. Se si tratta di una e vera propria sordità ci sono numerosi apparecchi acustici di ogni tipo.

D. – Come mi devo comportare se il mio bambino presenta un calo uditivo?

R. – Aiutare il bambino con perdita dell’udito ad adattarsi alla vita quotidiana può essere impegnativo. Quindi è molto importante mantenere il più possibile la normalità e interagire come si farebbe con qualsiasi altro bambino, per farlo sentire accettato e per garantire che si sviluppino le abilità sociali.

D. – Che cos’è l’ipoacusia?

R. – L’ipoacusia è l’indebolimento dell’apparato uditivo dovuto a un danno o alla degenerazione di uno o più dei suoi componenti. Essa consiste nell’incapacità, parziale o totale, di percepire un suono in una o entrambe le orecchie.

D. – Cosa mi potrebbe causare una perdita dell’udito?

R. – La perdita dell’udito può impedire di avere una comunicazione efficace creando così dei problemi psicosociali come la depressione, l’ansia e l’inadeguatezza. Spesso sono la famiglia e gli amici a notare il problema.

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